GAY VILLAGE: IL PIÙ GRANDE EVENTO ROMANO ABBANDONA L’EUR PER TORNARE A TESTACCIO

“Finalmente, dopo lunghe peripezie, è arrivato alla sua amata Itaca; viene depositato sulla riva dell’isola ancora addormentato e quando si sveglia, stravolto dal viaggio e dalle avventure, non capisce neanche dove si trova… ma nel momento in cui riesce a riprendersi un attimo e si guarda bene intorno, si rende conto di essere a casa e bacia la terra raggiante di felicità; quello che lo aspetta però non è tutto rose e fiori: deve ancora vedersela con i Proci, che durante la sua assenza hanno cercato di sottrargli il trono, e con tutti i cittadini che non hanno mantenuto la fedeltà nei suoi confronti.”

Tornare a casa è sempre un emozione indescrivibile, seppur non semplice come si crede. Così come Ulisse riabbracciò la sua Itaca, ora, uno degli eventi notturni di maggior impatto mediatico si appresta a fare ritorno a Testaccio a partire dal 31 maggio 2018, li dove tutto ebbe inizio 16 anni prima.

Un evento che ogni anno sorge a fine maggio per poi tramontare a settembre. Sarebbe errato nonché riduttivo parlare di inzio e fine. Il Gay Village, infatti, non è solamente una discoteca dove si beve e si ascolta musica ininterrottamente fino all’ alba. E’ molto di più.

Il viaggio omerico prende vita nel 2002 da un’idea di Imma Battaglia e altri soci pronti ad investire capitali importanti. Sin dall’ inizio situato nell’area dell’Ex Mattatoio di Testaccio e poi al Parco del Ninfeo dell’EUR, al Gay Village si sono succeduti grandi eventi musicali, rassegne teatrali e cinematografiche e dibattiti, oltre alla consueta attività da discoteca. Inoltre, ha sempre visto l’appoggio delle principali istituzioni locali, dal Comune alla Regione.

L’apice del successo si registra nel 2011 con la vittoria del Best Event Awards e, negli anni successivi, con un afflusso di presenze che oscillava tra le 300mila e le 500mila, senza calcolare gli oltre 10 milioni di spettatori raggiunti attraverso le telecomunicazioni.

 

 

 

Cosa è cambiato negli ultimi anni? O meglio, cosa non è cambiato?

La stessa protagonista Imma Battaglia definisce ridicolo che dopo tutti questi anni, ci sia ancora bisogno di luoghi come il Gay Village per continuare a combattere quel pregiudizio omofobo, ancora oggi fin troppo vivo. Non a caso paragonare questa avventura ad un’Odissea risulta così preciso: tradotto dal greco antico, il termine Odissea lo si può interpretare come “essere odiato”. Un lento declino che presagiva la fine amara di un viaggio durato troppo poco. Sempre Battaglia, a fine estate del 2017, annunciava la difficoltà nel continuare un progetto di aggregazione così impegnativo, “Per quanto mi riguarda sarà l’ultimo anno per il Gay Village. Roma non può essere così abbandonata, così degradata… Roma deve essere l’immagine dell’Italia”.

Un messaggio di speranza, una richiesta di aiuto più che una resa, destinata a rimanere tale se non fosse stato per l’intervento di nuove risorse come Extralive S.r.l., società di eventi di Pavia capitanata dall’imprenditrice Deborah Furci, impaziente di creare una collaborazione attraverso la quale Il Gay Village tornerà ad illuminare le notti estive di Testaccio, terra madre. Non più all’ Ex Mattatoio, bensì nella Città dell’Altra Economia. La concorrenza non sarà, però, la stessa di tanti anni fa. Testaccio infatti è diventata una meta notturna ambita dai giovani, ed il GayVillage sarà la casa estiva di spettacoli teatrali e di intrattenimento, di relax dove poter mangiare e rilassarsi ma non solo, all’interno sarà allestita uno skate park e un campo da basket aperto al pubblico.

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